La storia del latte di cavalla

Già 3000 anni fa i cinesi celebravano il latte di cavalla come rimedio dalle mille applicazioni. Anche presso le popolazioni nomadi e altre comunità dedite all'allevamento dei cavalli, il latte di cavalla è sempre stato impiegato nell'alimentazione e nella medicina tradizionale, tanto che l'uso del latte di cavalla e la produzione di kumys (latte di cavalla fermentato) sono rimasti praticamente invariati fino a oggi. I nomadi consumavano kumys e latte di cavalla soprattutto in primavera e in estate come sostituto della verdura e, in parte, anche del pane. Nel XIX secolo, dei medici russi svolsero delle ricerche scientifiche sulle proprietà del latte di cavalla e, poco tempo dopo, fondarono il primo sanatorio incentrato su questo prodigioso prodotto. Inizialmente svilupparono soprattutto terapie per la cura di patologie polmonari (tubercolosi) e dell'apparato digerente, cui seguirono presto tante altre applicazioni. Nel 1916 in Russia si contavano 68 case di cura e sanatori registrati in cui si impiegava il latte di cavalla, utilizzato tuttora in diversi ospedali russi. Questo rimedio naturale viene applicato in caso di ulcera gastrica e duodenale, disturbi del sistema immunitario, patologie epatiche e problemi cutanei come la neurodermite e la psoriasi. Durante la II Guerra mondiale il latte di cavalla non veniva utilizzato solo per la tubercolosi, ma anche per la cura dei feriti ricoverati negli ospedali. Nei feriti gravi cui veniva quotidianamente somministrato latte di cavalla i processi di guarigione erano nettamente più rapidi rispetto a pazienti con patologie analoghe che non seguivano tale trattamento. Il Dr. Rudolf Storch scoprì il latte di cavalla durante la prigionia e ne promosse le straordinarie proprietà anche in Germania. Rientrato in patria nel 1959, ben presto realizzò il primo allevamento di cavalle da latte. Oggi gli effetti del latte di cavalla sono studiati anche da diverse università tedesche.

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